La padrona di casa, i vicini, i commercianti, lamministratore di condominio.
Aumenta il numero delle prostitute «on the road» e in particolare di quelle di nazionalità romena.
Quello che più inquieta è che intorno alla presenza delle prostituite si vanno sviluppando a Bari dinamiche «aziendali» economiche e sociali.
Sta crescendo un indotto composto da appartamenti ceduti con regolare contratto di locazione in cui trovano ospitalità le ragazze; attività di assistenza e accudimento, previo compenso.Siamo davvero stanchi di vivere in queste condizioni.Venti, trenta euro per dieci minuti, 50 euro per venti.Da ben due anni il civico 56 di via Giulio Petroni si è trasformato in una vera e propria location a luci rosse.A Bari sono soprattutto vittime di tratta, non prostitute.Servizi catering a domicilio, trasporto e assistenza logistica.La casa chiusa è stata riaperta, siete tutti invitati.Il nostro intervento aveva convinto le prostitute al lavoro nella casa al piano terra due camere senza finestre e balconi pagate quasi 550 euro al mese ad allontanarsi in fretta è furia.Per chi verrà scoperto a sfruttare in qualsiasivoglia modo il fenomeno della prostituzione, sono previste "sanzioni pecunarie - si legge nella proposta - fino a 516 euro.La notizia positiva, lunica a dire il vero, sta nella riparazione del portone dingresso, precedentemente scassato per consentire un accesso senza freni.Già negli scorsi giorni era stata presentata un'interrogazione in Consiglio, a cui ora segue il documento, redatto sul modello delle ordinanze già adottate con successo in altre città e attualmente ancora in vigore.
È qui che entra in gioco la prima importante distinzione, queste donne non sono prostitute ma «prostituite».
Roba di prima qualità.
Bisognerà capire se esistono gli estremi per favoreggiamento alla prostituzione.
Il problema prostituzione è stato sollevato anche in Consiglio comunale e lallora comandante della polizia locale, Nicola Marzulli, scomparso di recente, decise di presidiare anche se saltuariamente la zona di SantAnna, per disincentivare i clienti a fermarsi.
Le donne cercano di stare insieme, in zone possibilmente non troppo isolate.Viale Pasteur con i suoi palazzi che svettano guardando in tutte le direzioni è più protetta.A Bari i romeni hanno soppiantato gli albanesi, una volta padroni incontrastati delle piazze del meretricio.Il quartiere SantAnna si trova a fronteggiare nuovamente unaltra emergenza, quella della prostituzione.Non siamo liberi di scendere di casa in pieno giorno троя hd скачать perché possiamo appunto incrociare con i nostri bambini gente che fa sesso.Lo sfruttamento funziona anche così: tu paghi e io ti cedo un pezzo di strada.È durata solo qualche giorno la quiete nel lo stabile al civico 56 di via Giulio Petroni, a Bari.Una realtà che muovi interessi economici destinati non solo a riempire le tasche di chi muove le fila di questo mercato ma anche dei baresi «insospettabili» disposti ad offrire beni e servizi.Gli sfruttatori romeni sono spesso molto ben inseriti, alcuni hanno lavori «regolari molti agganci.Anzi, in base a un dossier del Ministero dellInterno, le bande di romeni e nomadi «sembrano ripercorrere, in modo più rapido, le tappe evolutive che hanno caratterizzato l'escalation della malavita albanese».


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